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La Locanda della Tradizione Abruzzese
Nereto, come altri centri della Val Vibrata, vanta origini molto antiche risalenti al periodo neolitico.

Ai tempi di Roma il centro abitato sorgeva in contrada San Martino ed il suo nome era “Vico Galliano”, probabilmente possedimento di un certo Gallio o Galliano. Alla caduta dell'Impero romano seguirono le incursioni di Goti, Bizantini, Longobardi, Franchi e Saraceni che si susseguirono durante tutto il Medioevo, sconvolgendo luoghi e culture. In seguito a queste, l'antico nucleo abitato fu distrutto e ricostruito più a nord, incastellato, dove si trova attualmente, divenendo così “Casale Nereti”. Dopo il Mille giunsero in queste terre i monaci benedettini che introdussero il culto di San Martino edificando una chiesa in onore del Santo sui ruderi del Vico Galliano e il territorio che fino dai tempi di Augusto aveva fatto parte del Piceno fu unito dai Normanni al Regno di Napoli. L’antico “Casale Nereti” si trasformò nel più importante “Castrum Nereti”.

Nel 1383 Carlo III di Durazzo vendette al comune di Ascoli alcune terre tra le quali figurava anche l’attuale comune di Nereto. Nei primi anni del 1400, re Ladislao, Signore di Ascoli, per motivi difensivi fece ricostruire il castello di Nereto, che sotto la dominazione ascolana, veniva governato dal Consiglio degli Anziani di Ascoli. Sotto tale amministrazione il paese si trovava in una posizione di privilegio rispetto agli altri castelli della Val Vibrata che erano invece sottoposti al dispotismo ed allo sfruttamento del governo borbonico.

Non ci sono documenti che attestano la data precisa della fine dell'amministrazione ascolana su Nereto, e del passaggio dello stesso al Regno di Napoli, probabilmente avvenuto durante la prima metà del 1600.
Nel 1700 Nereto rivestiva grande prestigio nella Regione sia per le nobili famiglie ivi residenti, sia per le importanti funzioni assunte nell'ambito dell'Amministrazione borbonica.

Quando Nereto tornò sotto il Regno di Napoli la giustizia venne esercitata da Regi Governatori che vi ebbero residenza fino al 1806; nel 1807 con l'occupazione francese questi cedettero il posto ai Giudici di Pace e di Circondario che scelsero Nereto come residenza.

Il 13 ottobre 1860 le truppe piemontesi di Vittorio Emanuele II passarono il Tronto e liberarono Nereto, insorto insieme agli altri paesi della valle. Dopo l’unità d’Italia il centro abitato si estese e si sviluppò fino a divenire ciò che è oggi.

Attualmente Nereto èil più importante centro scolastico dell’intera vallata nonché sede della Presidenza dell’Unione di Comuni della Val Vibrata Città Territorio.

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